Le falde acquifere

In particolare la città di Acquaviva delle Fonti è sorta su una zona periferica di una falda acquifera superficiale che, partendo dal centro storico di Acquaviva, si estende per tutto il territorio a Sud-Ovest della città fino ai piedi della collina di Salentino. I depositi sabbiosi di età quaternaria poggiano sui calcari molto carsificati di età cretacea (ciò è testimoniato dalla presenza di forme carsiche: grotte, doline, gravi ecc.).

I tipi litologici che formano l'acquifero e che vengono riconosciuti in occasione di scavi per la costruzione di edifici o di perforazioni a scopo di indagine (recentemente in occasione dei lavori del consolidamento statico della Cattedrale) sono i seguenti:
- sabbie tufacee fossilifere
- limi argillosi e argille
- torba
- terre rosse.

In particolare le terre rosse e le argille si trovano alla base del deposito sabbioso e poiché l'argilla è impermeabile impedisce alle acque di infiltrarsi nelle fratture delle rocce calcaree e di disperdersi nel sottosuolo. Interessante è la presenza della torba; questo deposito sta ad indicare che in passato la zona occupata attualmente dall'acquifero era paludosa con la presenza di vegetazione acquatica tipica delle paludi (specialmente l'area più depressa che attualmente corrisponde alla zona dei pozzi in contrada Salentino). Si fa notare a questo proposito che il nome "Salentino" potrebbe derivare dalla radice dauna "Sal" che significa 'palude' (nel foggiano esistono molti nomi che richiamano le zone paludose e che hanno la stessa radice: "Salpi", "palus Salpica" ecc.).

Perciò la caratteristica del nostro territorio, anche dal punto di vista del paesaggio, è la presenza dei pozzi nel centro storico e delle norie nelle campagne. Molti pozzi sono stati chiusi e molte norie sono state distrutte, ma nonostante ciò rimangono molte testimonianze soprattutto nei toponimi: "Estramurale Pozzo Zuccaro", "via Pozzo Lepenne", "via Pozzo Contella", " via Pozzo Monopoli".

Alcuni toponimi sono interessanti perché fanno riferimento alla composizione chimica delle acque, come ad esempio "Pozzo Salso": l'acqua di quel particolare punto è più "dura", cioè più ricca di sali minerali; ciò trova riscontro in un documento dell'inizio del 1600: "...e vi sono molti pozzi così del pubblico come de particolari, d'acqua salimastra, della quale si servono per li animali, per li panni, per conciare di pelle e per altre necessità, eccetto che per lo vitto. Ben vero è che in alcuni luoghi di detta terra la detta acqua sorgente è più salimastra et in alcuni meno, et per lo vitto si servono di acque dolci che stanno fuora di detta terra et molto poco distanti...".
Questo eccezionale documento sta ad indicare che la composizione chimica delle acque può subire delle variazioni anche in un'area molto ristretta, e ciò può essere dovuto alla presenza in quel punto particolari sali minerali che la rendono molto dura.