Il territorio e il suolo

Acquaviva delle Fonti è una cittadina con una popolazione di circa 22.000 abitanti ed ha una superficie di 131,01 Km quadrati. E' situata in una conca ai piedi della Murgia barese, ad una altitudine di 300 metri sul mare, a circa 30 km da Bari e 65 km da Taranto.
Confina a nord con il comune di Adelfia, a nord-est con Casamassima, ad est con Sammichele di Bari, a sud con Gioia del Colle e Santeramo in Colle, ad ovest con Cassano delle Murge, a nord-ovest con Sannicandro di Bari.

Caratteristiche del suolo

Il nome "Acquaviva delle Fonti" indica la presenza di una zona acquifera costituita da acque piovane che si convogliano per la maggior parte in due bacini: quello di Piano-Conetto e quello di Scappagrano. Le restanti acque, venendo a contatto con il terreno permeabile, si insinuano nel sottosuolo finché non incontrano gli strati compatti e impermeabili dove si depositano.

I materiali che costituiscono il sottosuolo acquavivese sono: argille marnose, argille sabbiose, sabbie argillose, sabbie calcaree, tufi calcarei-argillosi e, in minima parte, sabbioni calcarei.

Testimonianza del carsismo in territorio acquavivese è la Grotta di Curtomartino che ha restituito una industrialitica risalente al Paleolitico superiore: anzi, quello della Grotta di Curtomartino è il primo giacimento da ritenersi prova fondamentale del Paleolitico Superiore nell'entroterra murgico barese. Gli scavi archeologici condotti dall'Istituto di Civiltà pre-classiche dell'Università di Bari hanno portato alla luce reperti risalenti al 15000-9000/8000 a.C. (era dell'Epigravettiano antico-medio-finale della Puglia) e conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Bari.

Le falde freatiche e i pozzi

Il suolo calcareo lascia filtrare le acque piovane, che penetrano nel sottosuolo finché non trovano uno strato di terreno impermeabile, dando origine alle "Le falde freatiche" che sono veri e propri serbatoi naturali.

Il sottosuolo di Acquaviva è ricco di falde dalle quali i nostri antenati, attraverso numerosi pozzi, hanno attinto l'acqua necessaria. Gli Acquavivesi scavavano pozzi nelle case, nelle strade e nelle campagne fino a raggiungere il pelo dell'acqua. Costruivano le pareti interne del pozzo con tufi spinti dall'alto verso il basso e sistemati l'uno sull'altro. Infine rivestivano la parte esterna con muretti di pietra. L'acqua si attingeva a mano con un secchio di legno o di una corda. Alcuni pozzi avevano una carrucola fissata sull'apertura.

Prima della costruzione dell'Acquedotto Pugliese,in Acquaviva, vi erano circa 2.000 pozzi profondi da 3 a 10 metri. Nell'anno 1908 ci fu una grave siccità e la gente dei paesi vicini veniva, con carovane di carri carichi di botti, a rifornirsi di acqua dai nostri pozzi.
Nelle campagne e negli orti l'acqua era portata in superficie con la ngegne utilizzata per irrigare.